Albosaggia Ponchiera, l'ex DS Andrea Bucca racconta la sua versione sulla separazione

Calcio

Andrea Bucca quando indossava la maglia da calciatore dell'Albosaggia Ponchiera

Nei giorni scorsi siamo stati contattati dall'ex direttore sportivo dell'Albosaggia Ponchiera Andrea Bucca con la richiesta di poter dare la sua versione dei fatti sulla separazione con la società orobica avvenuta ancor prima dell'inizio del campionato. Rimaniamo a disposizione dell'Albosaggia Ponchiera per un eventale replica. Di seguito riportiamo integralmente il testo a firma Andrea Bucca: <<Vorrei fare chiarezza su quanto accaduto nelle scorse settimane, smentendo una volta per tutte le voci false e distorte sulla mia separazione dall’Albosaggia Ponchiera. Ho lasciato la società in punta di piedi essendo grato alla comunità per avermi accolto nell’ormai lontano 2021. 
Ma a fronte di tutto ciò sento il dovere di esplicitare una volta per tutte la realtà dei fatti. Ad inizio luglio ho accettato con molto entusiasmo questo incarico, coronamento del mio percorso sportivo e consapevole che non sarebbe stato semplice alla mia prima esperienza. Ho plasmato una rosa giovane e competitiva, fondata non sul valore del singolo – come accaduto in passato – ma sul “senso di appartenenza” verso società e paese, dove il noi venisse sempre prima dell’io. Naturalmente, tutto ciò avendo ben chiaro il contesto operativo e la categoria con cui ci si sarebbe confrontati. Infine, attraverso il dialogo con i giocatori, ho cercato di restituire all’Albosaggia Ponchiera quella visibilità e quell’entusiasmo che negli ultimi tempi si erano affievoliti. 
Dopo questa doverosa premessa, le mie dimissioni nascono da motivazioni molto precise, che ritengo giusto chiarire per evitare interpretazioni errate.
Non ho condiviso alcune scelte tecniche e organizzative della società prese per la prima squadra, che a mio avviso non erano in linea con i regolamenti federali e con i principi di correttezza sportiva in cui credo profondamente.
Fin dall’inizio ho espresso le mie perplessità in modo diretto e rispettoso, ma non avendo riscontrato apertura al dialogo, ho ritenuto più coerente fare un passo indietro.
Si tratta nel dettaglio della guida tecnica della prima squadra affidata ad un allenatore senza l’abilitazione prevista dai regolamenti federali per la categoria, con un vice allenatore sprovvisto di qualsiasi qualifica ufficialmente riconosciuta.
Credo fermamente che le regole debbano valere per tutti, senza eccezioni, e che non possano essere messe in secondo piano per motivi di opportunità o di rapporti personali di amicizia. È un principio che riguarda il rispetto e la tutela di tutti coloro che, con impegno e sacrificio, dedicano tempo, energie e risorse economiche per operare nel pieno rispetto delle regole.
Nel corso della mia esperienza ho inoltre percepito una certa mancanza di chiarezza nella gestione interna, con ruoli e responsabilità non sempre ben definiti.
È una mia impressione personale, ma credo che una struttura più trasparente e condivisa sia fondamentale per garantire serenità, coesione e continuità tecnica. Chi conosce questa realtà – anche figure ben più esperte di me nel panorama calcistico valtellinese – sa quanto sia complesso portare avanti un progetto in modo stabile e organizzato. Purtroppo, spesso accade che finché si resta all’interno si venga apprezzati, ma nel momento in cui si decide di andare via si diventi improvvisamente “il problema”. In questo contesto, non potevo più garantire coerenza con i miei principi e con la mia idea di calcio. Ho preferito fare un passo indietro piuttosto che accettare compromessi contrari alla mia visione di sport, che deve restare un ambiente meritocratico, rispettoso e trasparente. 
Resto convinto che il calcio locale debba essere una palestra di valori sani. Questo è, e resterà, il mio modo di intendere il calcio.
L’ho vissuto con passione, impegno e profondo rispetto, e continuerò a farlo ovunque avrò la possibilità di contribuire con entusiasmo e lealtà>>.