
L'esultanza di Pierpaolo Longo dopo la rete al Caldiero Terme, la nona in stagione
La matematica concede ancora un filo di speranza, ma il realismo impone un’analisi diversa. A tre giornate dal termine, il pareggio ottenuto ieri contro il Caldiero Terme sembra avere il sapore amaro di un addio anticipato alla Serie D. In una classifica che vede la Nuova Sondrio ferma al penultimo posto, i distacchi si fanno pesantissimi: sono 6 i punti di ritardo dalla Varesina e ben 9 quelli che separano i biancazzurri da Breno e Pavia. A più dieci si trova la Castellanzese, l'avversaria attuale nel caso di arrivo al terzultimo posto. Inutile girarci intorno: con soli 270 minuti ancora da giocare, le speranze di evitare la retrocessione sono ridotte al lumicino. Per la regola degli otto punti di divario servirebbero tre vittorie e sperare che le rivali restino a guardare. Il verdetto del campo sta scivolando verso quella parola che nessuno avrebbe voluto pronunciare a inizio stagione: Eccellenza. Tuttavia, in una domenica che profuma di amarezza, c’è un dato che merita di essere sottolineato. Un segnale che, in ottica futura, rappresenta il pilastro su cui ricostruire. Ieri, dal primo minuto, sono scesi in campo quattro giocatori valtellinesi: Maffia, Lipari, D'Alpaos e Longo, quest'ultimo ha firmato la sua nona rete stagionale. A gara in corso, si è aggiunto anche Fognini, portando a cinque il numero dei ragazzi del territorio impegnati in una categoria difficile come la Serie D. Se la stagione prossima dovesse essere davvero Eccellenza, la Nuova Sondrio sa di avere in casa un patrimonio umano e tecnico di appartenenza. Questi ragazzi hanno dimostrato di aver i mezzi per diventare le colonne del Sondrio del futuro. Se ripartenza dovrà essere, non potrà che passare da qui: dall'orgoglio di chi gioca per la propria terra. Bisognerà però fare i conti con il mercato, Longo su tutti può aspirare a giocare ancora in D, e sulle ambizioni degli altri ragazzi.



